lunedì 26 maggio 2014

Il rock degli Endless @ Bianco E Rosso di Pordenone il prossimo 30 Maggio!



Dopo mesi di assenza dalla scena live del nord Italia - alla ricerca dei membri per nuova line up ufficiale - gli  Endless, rock band pordenonese, tornano con la loro musica e lo fanno proprio nel cento della loro "città natale"! 

Nuova formazione significa non solo un nuovo sound ma anche nuovi brani in scaletta e nuovi pezzi inediti per un live che avrà luogo Venerdì 30 Maggio in Piazza XX Settembre a Pordenone presso il locale "Bianco e Rosso" dalle ore 19.00 alle ore 21.00 per un aperitivo rock come non l'avete mai visto e… sentito!

 Tutte le informazioni su questa data le potete trovare sul link dell'evento: https://www.facebook.com/events/1405683343046890/ e sui profili virtuali della band:

la pagina ufficiale: http://www.endlessweb.it/


e la pagina Twitter: https://twitter.com/EndlessIT

martedì 16 aprile 2013

Endless: "Be Yourself"


A cura di Bambi
Dalle rive del Noncello, terra dal passato e dal presente musicale vivace, arrivano cinque giovani ragazzi carichi di rock. Si chiamano Endless e sono in attivo dal 2007, inizialmente nascono come cover band ma a partire dal 2009 decidono giustamente di mettere sul tavolo le proprie carte e il proprio talento; un lavoro lungo due anni coronato con l’uscita del loro primo disco di inediti che si intitola “ Be Yourself ” del 2011.

Mentre l’album è ancora in gestazione gli Endless decidono comunque di proporre i loro brani ad una giuria, partecipando a contest musicali di valore ed ottenendo ottimi piazzamenti come il quinto posto italiano al “San Remo Rock del 2009”, il secondo posto al “Montegrotto Terme Festival” e arrivando in finale nazionale al “Festival di Saint Vincent”.

Be Yourself” è un disco prevalentemente Pop-Rock, un disco che a dire il vero non riesce a dare la scossa ma che nonostante tutto si ascolta con piacere. A spiccare in questa giovane formazione che si sta facendo le ossa è sicuramente la voce e la presenza scenica di Gloria, un vulcano di energia e talento. La band è poi formata da Alberto alla chitarra, l’eclettico Paolo alle tastiere, Renzo e Raffaele alla batteria e al basso, a formare una sezione ritmica solida ma a tratti poco efficace, eccezione fatta per il brano “ This is me ”: una vera potenza di idee e groove (brano che potete ascoltare direttamente dal loro sito: http://www.endlessweb.it). Il singolo di punta del disco è proprio il brano che dà il nome all’album: “ Be Yourself : un brano ben fatto, potente, che colpisce ma fatica a restare in testa. Nel disco sono contenute dieci tracce, di cui due in italiano; proprio in queste due tracce riesco a restare colpito della bravura del gruppo: “ Nel mio abbandono ” è un pezzo carico di sonorità elettroniche, sonorità che duettano alla perfezione con il tema della chitarra, creando un tappeto perfetto per far risaltare la linea melodica del cantato. “ La tua pioggia ” è una dolce ballata comandata dal pianoforte e dalla voce di Gloria.

Il disco è stato registrato allo “Sphera Studio” di Alberto Igne, che ha curato l’arrangiamento dei brano del disco facendo davvero un ottimo lavoro. Nel Dicembre 2012 gli Endless sono stati chiamati a presentare il loro disco a Londra, in un minitour di tre date. Attualmente stanno lavorando a nuovi bravi in attesa di chiudersi in studio per realizzare il secondo disco.

Come il tempo è senza limiti, come il mare è senza confini, come il cielo è senza orizzonte...” In bocca al lupo ragazzi: coltivate le vostre idee, arricchite con il vostro personale suono la musica emergente nazionale.






 



giovedì 31 gennaio 2013

Stickfish - assaggio di indie Valvasonese




stickfish band pordenone
Stickfish band


Gli Stickfish nascono a cavallo del 2010 come una cover-band molto influenzata dalle sonorità brit-rock e da una vena di rock'N'roll. Dopo un anno di attività la band inizia la ricerca di un proprio sound e iniziano ad uscire i primi pezzi propri. I primi cinque brani inediti vengono incisi nel primo disco uscito il 27 Dicembre 2011. L'EP è registrato in un solo weekend "in casa" con l'aiuto di due fonici e vuole essere il primo assaggio dell'indie Valvasonese, perchè intanto il gruppo continua a sfornare pezzi con i quali crea un'intera scaletta, finchè le cover vengono messe definitivamente da parte. I testi parlano di storie realmente accadute ad amici veri, amici immaginari, o semplicemente sono frutto di qualche sessione di prove finita in commedia! 
In primavera gli Stickfish arrivano in finale al Festival Play HomePage e all'Accademia Music Awards organizzato da Rock Buzz e si esibiscono al circolo Batelier di Bratislava. Dopo alcuni concerti estivi a fine Agosto hanno l'onore di suonare alla festa dell'oro olimpico Daniele Molmenti, esibendosi davanti a più di 1500 persone in piazza XX Settembre a Pordenone..





Tutte le bands di Pordenone e dintorni che volessero essere recensite sul nostro blog possono scrivere ed inviare il materiale(audio,video,bio,foto,links vari) all'indirizzo  antipop.project@gmail.com ed essere così pubblicate su Pordenone Rock Web!!

giovedì 13 dicembre 2012

StereoLibido: continua la nostra odissea nell'underground



Presentiamo oggi una nuova band proveniente dall' immenso mondo del rock underground italiano:gli StereoLibido.Gli StereoLibido nascono, come da loro descrittoci, con parto cesareo, nell'estate del 2003, da un perfetto connubio d'idee ed emozioni sprigionate dalle menti, alquanto discutibili, di Andrea Duz e Luca Gazzetta. E' un progetto con un chiaro sfondo satirico, un sapiente mix di pop-folk e demential rock (più vicina  al sound con ambientazione da c.s.o.  alla skiantos, che vicina ad atmosferiche cervellotiche alla bugo direi...). Le simpatiche parole autobiografiche pervenuteci dalla band, ci sembrano il miglior modo di presentare questa insolita formazione:

"Nella band vengono coinvolti anche due amici, nonché musicisti, di vecchia data dei cofondatori. Emanuele “Mastro Mamu” Zuppello prende posto dietro pelli e fusti di legno, Alessandro Bonanni pone le sue dita su quattro grosse corde di metallo.Durante i numerosi ed infruttuosi tentativi d'inserire un chitarrista solista (e dopo l'abbandono di uno dei co-fondatori) l'insolita formazione Bonanni-Gazzetta-Zuppello, grazie alla semplicità della sonorità ed alla ridotta immissione di idee procrea  diverse canzoni che aggradano i musicisti e riscuotono interesse negli amici preventivamente plagiati.Lo spirito viene ulteriormente rinvigorito con l'arrivo dell'ambitissimo, quanto insperato, chitarrista  grunge Alessandro Godeassi. Egli riesce nella complicata funzione di amalgamare suoni rock a composizioni varie e spesso indefinite dando forma e sostanza al nuovo gruppo: gli StereoLibido."

Puoi ascoltare i Stereoibrido  su:

giovedì 6 dicembre 2012

il buon esordio dei B.i.t.= Black in Technicolor


“Reckless Will” è il primo frutto dei Bit (Black in Technicolor), trio italiano basso, chitarra e batteria di varia provenienza geografica e con alle spalle esperienze musicali differenti, che però bene si amalgamano in un sound imprevedibile e coinvolgente. Un viaggio in 5 tracce tra amore, dolore, introspezione, volontà di reagire e consapevolezza del fallimento; alti e bassi che trascinano chi ascolta sulle montagne russe pur di star dietro ad un filo narrativo quasi schizofrenico, che tuttavia rimane sempre nello spettro dell ’heavy rock. L’EP si apre con il sound deciso e sfacciato di “Here To Fail”, forse il pezzo in cui il basso di Francesco Zaccuri esprime al meglio la sua presenza con un riff che apre il brano e ne scandisce il ritmo amalgamando strofe e parti strumentali; un ottimo biglietto da visita che sicuramente invoglia a proseguire nell’ascolto. Nel secondo brano, “Voice In Me”, la cattiveria iniziale di basso e chitarra si scioglie e trova piena espressione a metà brano in una parentesi più delicata ed intimista; il pezzo è introspettivo, la voce del frontman Massimiliano Franchi lacera le parole e lascia intuire uno dei temi portanti dell’intero lavoro dei Bit: il dissidio dell’io, la convivenza forzata di più voci che cercano di prevaricare una sull’altra, a dispetto di ogni logica (I can’t kill inside this / Voice in me).“My Desire” recupera il piglio di "Here To Fail" aggiungendo sonorità dalle tinte più fosche disseminate lungo tutto il brano; un pezzo dal ritornello orecchiabile che non stonerebbe nella colonna sonora di un film alla 007, che cresce in un’ipnotica spirale strumentale fino ad interrompersi bruscamente. Scelta azzeccata, perché con il quarto pezzo, “My Time Has Come At Last”, si cambia nuovamente registro: testo e musica sono pervasi da malinconia, i colpi di Andrea Vernaci sulla batteria assomigliano a fucilate che puntano dritte al cuore; nella prima strofa e sul finale si può distinguere il drammatico fischio di un treno che parte portando via con sé serenità e speranza (I can’t lose my heart). Si chiude di potenza con la marcia di “Chasing Dreams”, in cui il dissidio che in altri passaggi caratterizza l’io si allarga all’amore (I need to understand / why you are both enemy and friend) e delinea un finale amaro, disilluso anche se non definitivo (Why am I still chasing dreams / Hopeless and unseen?). “Reckless Will” è un lavoro denso, ricco d’influenze musicali che i componenti della band non nascondono: Black Sabbath, Soundgarden e Led Zeppelin tra quelle dichiarate ma ad un orecchio attento non sfuggono richiami al new metal di Disturbed e Slipknot, specie nel cantato.  Al di là di alcune piccole  imperfezioni tecniche, tutto sommato perdonabili a fronte della spontaneità e dell’imprevedibilità dello sviluppo armonico dei brani, ogni volta che  si preme play , non si sa dove si andrà a finire. Un buon esordio, un assaggio che chiede un seguito più corposo, magari articolato in più tracce, da gustare con calma.      by   esserrenne


giovedì 15 novembre 2012

"Play" il nuovo singolo dei The Crash Report da Guildford


I The Crash Report sono una band di Guildford (UK) che trae molte delle proprie qualità dalla eterogeneità  e culturale e di genere dei  propri componenti. Sinceramente ho sempre pensato che la diversità di provenienza di un genere all' interno di una band sia un  serio ostacolo per una buona empatia  artistica: quasi inevitabilmente la maggiore raffinatezza e delicatezza di certe vedute care a determinati stili o ambienti , si scontra con la visione più grezza e/o  con il machismo di chi è avvezzo a tutt'altro tipo di genere o sound più soft. Subito  dal primissimo ascolto i  Crash Report hanno bellamente fatto crollare questa mia convinzione: è una  band dove tutto sembra funzionare  alla grande anche grazie all' energico cantato di  Leonora Babi (voce) che spazia su una base  suonata da musicisti che con mia grande sorpresa non sembrano avere subìto molto l'influenza dei soli 43 chilometri che li separano da Londra. I vari mood del disco  sono maggiormente orientati piuttosto verso  un pop-punk  (o pop-rock che dir si voglia)  dei fine anni novanta/primi anni zero,, ma palesemente made in USA!  (ricordo quando ho saputa che i Strokes fossero americani ahahh non ci volevo credere...non fatevi ingannare dal suffisso "the" !!!) ... ad ogni modo i  pezzi che vengono fuori da questa combinazione  hanno un'identità ben definite una sensibilià che si espande all' ascolto. Il risultato, fortemente caratterizzato dal timbro molto clean ma deciso della cantante, consiste in una tracklist di indole nord europeo (molto cara alle varie labels epoc 98/2002 per intenderci meglio) Mi vengono in mente..non so.. anche nomi di tutto rispetto come Anouk o  penso ai  migliori Cranberries. Cercando di entrare nella psiche dei Crash Report, devo essere sincero...purtroppo non credo fosse questa direzione pop/punk/rock  l'obiettivo primario della band. Mi piace pensare che la direzione verso cui la band punti ,sia uno stile più e sulla scia dei i Paramore.....meno sobrio, meno contenuto. La loro matrice punk (quella più infima, spregiudcata e senza regole intendo) trova spesso giustizia in svariati riff, tutti  ben sostenuti da un ottimo drumming ed come si può ben notare anche nel'ultimo singolo uscito "Play" sembra esserne la conferma di un certo impatto live ed emotivo dei The Crash Report. Suoneranno in Italia e vi terremo aggiornati per le loro date  ad ogni modo. Un giudizio  positivo, temperato dalla loro classe innata più che dalle loro idee,  con l' umile consiglio di cercare di scavare verso una  ricerca compositiva più rude e meno controllata, cercando di portare tutta la strada  e gli "odori"  di Londra che osservano quotidianamente dentro la loro Arte.
Riccardo Martorana